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Produzione e vendita prodotti tipici dei Castelli Romani: Porchetta di Ariccia IGP, Porchetta alla Griglia, Tronchetto di Porchetta, Coppiette di Maiale, Coppa di Testa, L'antico Guanciale, Bocconcini di Salsiccia, Salsiccia Stagionata e la Pancetta Tesa. Scopri come ordinare online: clicca qui!
Porchetta di Ariccia IGP

La Porchetta: Con Testa tradizionale Ariccina o senza testa per le vostre esigenze. Produzione e Vendita di Italporketta Ariccia.
Caratteristiche del prodotto: Un prodotto di altissima gastronomia che soddisfa il palato più raffinato, sia nella versione originale con testa, che in quella commerciale senza testa
Peculiarità produttive: La Porchetta di Ariccia vanta caratteristiche di storia e tradizione. Già agli inizi del secolo, Empedocle Leopardi, gettava le basi per quello che sarebbe stata una sinfonia di gusti, oltre che un successo di mercato. Produrre una Porchetta richiede abilità e conoscenze specifiche che devono necessariamente concatenarsi per ottenere un prodotto di eccellenza. Italporketta nel rispetto della tradizione, produce e commercializza Porchette di maiale completamente disossate a mano da esperti artigiani, legate abilmente nella giusta forma per dare compattezza alle carni. Ciascuna Porchetta quindi è sottoposta al particolare processo di "sfreddo".
Confezionamento: La nostra Porchetta viene confezionata orgogliosamente in imballi marchiati e litografati, che ne garantiscono l'autenticità.
Commercializzazione: Il prodotto viene commercializzato a seconda delle esigenze dei clienti, sempre freschissimo ed appena sfornato, con pesi che variano dai 20 Kg ai 45 Kg per la Porchetta con testa e dai 35 Kg ai 45 Kg per la Porchetta senza testa.
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Italporketta sas di Leopardi Alessandro
Tel: 06-9348108 - Fax: 06-93021436
Curiosità sulla Porchetta
La porchetta è un piatto tipico dell'Italia centrale. Consiste in un maiale intero, svuotato, disossato e condito all'interno con sale, pepe, erbe aromatiche, e arrostito in forno. La porchetta si consuma tagliata a fette come secondo piatto oppure fuori pasto in panini imbottiti. È d'obbligo nelle cosiddette merende in cantina, tipiche delle zone di produzione vinicola. Il suo consumo è favorito dai venditori ambulanti che si recano dov'è previsto un notevole afflusso di persone (feste paesane, fiere, mercati, concerti, raduni, eccetera).
Origine della Porchetta
Il luogo di elaborazione della ricetta della porchetta è a tutt'oggi incerto. Gli abitanti di Ariccia, nel Lazio, rivendicano la paternità della ricetta originaria. In Umbria si sostiene che sia nata a Norcia, famosa sin dai tempi dei romani per l'allevamento del maiale (da cui il sostantivo "norcino"). Nell'Alto Lazio la si fa risalire all'epoca degli Etruschi. Antichissima è la tradizione della porchetta di Campli in Abruzzo, dove sono state rinvenute prove nella vicina Necropoli picena di Campovalano. A Campli già gli Statuti comunali del 1575, rinnovati per opera di Margherita d'Austria, contenevano numerose indicazioni sull'uso, la vendita e la cottura della porchetta. Analoghe rivendicazioni di primogenitura si riscontrano in località delle Marche. La porchetta è diffusa anche in Romagna e nel Ferrarese. Nel novecento la porchetta ha avuto successo in Veneto, diffondendosi a Treviso e Padova, diventando un prodotto familiarmente locale per i consumatori veneti.
Tradizione e sapori della Porchetta
Esistono due tipi fondamentali di condimento e quindi di gusto, dettati dalla tradizione. Nella Toscana meridionale, nei Castelli romani del sud e in altre aree del centro Italia, si aromatizza con il rosmarino (ramerino in toscano). Tipica è quella di Ariccia: "la porca co un bosco de rosmarino in de la panza", come scrisse Carlo Emilio Gadda in Quer pasticciaccio brutto de via Merulana. Nella zona dei Castelli Romani e in particolare nei paesi di Ariccia, Cecchina e Marino si trovano dei locali caratteristici, chiamati "fraschette", dove si gustano porchetta e vino locali. Nell’Alto Lazio, in Umbria, nelle Marche e in Romagna invece si aromatizza col finocchio selvatico, che le conferisce un profumo e un gusto assolutamente inconfondibili. Tipiche di questa tradizione sono le porchette che si preparano a Vignanello e Vallerano (Tuscia viterbese) e a Costano, in Umbria. La porchetta di Campli si differenzia e si distingue da quella preparata in Umbria, nelle Marche, nel Lazio, in Toscana e in Sardegna per gli aromi, i tempi e i modi di cottura. Non è utilizzato ad esempio il finocchio selvatico.
Come si mangia la Porchetta
La porchetta dev'essere consumata il giorno stesso dell’acquisto. Le parti più gustose sono quelle grasse e magre e devono essere accompagnate dal ripieno. La freschezza si riconosce dalla croccantezza della crosta. Se non si consuma subito, l'affettato di porchetta si può conservare per qualche ora in luogo fresco, nel suo cartoccio di carta paglia. Per mantenerne la fragranza bisogna evitare di riporla in frigorifero. È buona anche ripassata in padella con un po' d’olio, un paio di pomodorini, uno spicchio d’aglio e tutto il suo condimento. Molto buona accompagnata da del pane arabo.
Continua: Porchetta Tradizione e Sapori
Approfondimenti: Disciplinare della Porchetta
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